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Contenuti per il web: qualità vs. quantità

Nella lotta per la visibilità online delle aziende spesso si fa fatica a comprendere il valore reale dei contenuti per la propria presenza in Rete. Esistono molti articoli sul web che offrono formule magiche e pacchetti vincenti per riuscire a spuntarla nel!a corsa alla posizione migliore nella pagina dei risultati di Google e, soprattutto, nella mente dello potenziali clienti.

La verità, la dura verità, è che una formula magica non esiste né esiste un pacchetto takeaway buono per tutti è capace di fare la differenza. L’unica cosa che paga, lavorando sul web è la costanza dell’impegno e il rispetto del sottile ma fondamentale equilibrio tra qualità e quantità.

Prima la quantità, poi la qualità

Quando si inizia la creazione di una strategia basata sui contenuti, bisogna avere ben presente quali sono gli obiettivi che si desidera raggiungere e avere consapevolezza della fase del ciclo di vita in cui si trova il vostro progetto.

Nella fase iniziale, infatti, sarà necessario derogare un po’ sulla qualità dei contenuti che renderanno veicolati sui vostri canali per riuscire a pubblicare quanti più contenuti possibili. Questo, nel caso di un blog per esempio, permette ai motori di ricerca di iniziare a indicizzare adeguatamente i vostri contenuti e di marcare il vostro sito come attivo.

Ma non solo, pubblicare un discreto numero di contenuti sui vostri canali farà sì che gli utenti inizino a seguirvi e percepiscano il vostro impegno e possano iniziare a posizionarvi all’interno della loro mente.

In questa fase, oltre alla quantità, le cose più importanti sono la costanza e l’originalità.

Infatti, soltanto presidiando assiduamente i canali che avete deciso di inserire all’interno della tua strategia e pubblicando contenuti di qualità riuscirete a porre le basi per una presenza online solida ed efficace.

Ma sul lungo periodo bisogna tenere conto di alcuni aspetti molto importanti, perché la quantità non è tutto.

Prima la qualità, poi la quantità

Sarebbe bello riuscire a mantenere una qualità elevata dei contenuti continuando a pubblicare ogni giorno su tutti i canali, ma nessuno ci riesce. Nessuno. Sul lungo periodo, infatti, l’equilibrio tra quantità e qualità si inverte, a vantaggio di quest’ultima.

A lungo andare, infatti, il pubblico inizierà a pretendere sempre più contenuti di qualità e storceranno il muso ogni volta che tenterete di propinare loro articoli riciclati o scopiazzati a destra e a manca.

Anche la vostra pretesa sulla qualità delle vostre prestazioni in qualità di web writer aumenteranno, facendo alzare costantemente l’asticella e facendo lievitare la bontà dei vostri contenuti online.

Questo è vero per i progetti di successo.

Se vi guardate intorno, infatti, i progetti editoriali che funzionano in Rete sono quelli che non hanno mai fatto sconto sulla qualità e sull’originalità dei loro contenuti, quello che non hanno fatto compromessi e hanno sempre offerto valore ai lettori.

Nel marasma generale emergono solo in pochi

Uno dei motivi principali per i quali all’inizio sottolineavo l’inutilità di soluzioni preconfezionate è che, in un sistema in cui la risorsa più scarsa è l’attenzione, riuscire a emergere dalla massa informe di parole presente online è praticamente un’impresa da titani.

Sono davvero pochi i blogger e, in generale, i content writer che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio fatto di un pubblico fidelizzato, felice di ritornare a leggere i loro contenuti.

Cercare di emergere a tutti i costi può anche essere controproducente, dando di sé l’immagine di chi vuole dire la sua a tutti i costi. Questo però appare stucchevole e patetico.

Acciuffare un brandello di attenzione può essere facile. Basta polarizzare i contenuti su argomenti caldi e che intercettano gli umori delle teste più calde e mantenere costante il livello di stimolo su quel piano.

Tuttavia, lo dimostrano i numeri, questa è una tattica che nel lungo periodo non paga, anzi potrebbe addirittura danneggiarvi, perché assediarsi su posizioni radicali potrebbe rendere difficile spogliarsi di certe etichette ad ogni cambio di vento.

La soluzione, allora, è quella di avere una comunicazione seria e coerente che intercetti i bisogni del proprio pubblico e non i suoi umori.

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